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“𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆” 𝒅𝒊 𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝑺𝒂𝒍𝒗𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝑨𝒓𝒆𝒏𝒂.
Un monologo intenso che scava nell’anima e non ti lascia più. Salvatore Arena ci porta nel cuore della notte, lì dove i ricordi fanno rumore e l’amore diventa l’unica bussola possibile. 
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𝑆𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 16 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 2026
𝑜𝑟𝑒 18:00
𝐴𝑢𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑔𝑛𝑎 – 𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑜 “𝐺.𝑉𝑒𝑟𝑑𝑖” 𝑑𝑖 𝑆𝑝𝑎𝑑𝑎𝑓𝑜𝑟𝑎
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𝐿’𝑖𝑛𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒̀ 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑜. 𝐷𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑎𝑟𝑎̀ 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛’𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑎 𝑠𝑝𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒𝑎. 𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑐𝑎𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑑𝑟𝑎̀ 𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝑜𝑟𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑆𝑡𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐷𝑖𝑟𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡e Emilia Arena.
L’opera è una profonda riflessione sulla vita, l’amore e la capacità di uscire dall’oscurità interiore. Gli elementi chiave includono:
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- Il ritorno alle origini: Il protagonista affronta un passato che aveva cercato di dimenticare, riscoprendo verità nascoste e riallacciando il legame con la madre morente.
- La metafora del gelato al limone: Un passaggio celebre descrive il figlio che, alle tre di notte, esce a cercare un gelato al limone per la madre malata, trasformando un gesto semplice in un atto d’amore e di ricerca di assoluzione.
- La notte come transizione: Il titolo richiama l’attesa dell’alba; la notte rappresenta il dolore e la malattia, ma anche lo spazio necessario per una “rinascita” del figlio attraverso il distacco dalla madre.
- Minimalismo scenico: La rappresentazione si avvale di una messa in scena essenziale, spesso ridotta a una semplice sedia di legno, lasciando che sia la narrazione dell’attore a evocare spazi e ricordi.
Salvatore Arena, attore, regista e drammaturgo (Premio Ubu per la migliore novità italiana con lo spettacolo Pali), utilizza in questo lavoro un linguaggio che mescola tragico e quotidiano per esplorare la fragilità umana.

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